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La dislessia è considerata un disturbo neurobiologico che causa un deficit nell’apprendimento. Si distinguono 2 tipi di dislessia: la dislessia evolutiva, propriamente detta, che è una neuro – diversità e la dislessia acquisita che si manifesta a seguito di patologie primarie quali tumore al cervello, ictus, traumi cerebrali, ecc...
La dislessia evolutiva è una neuro – diversità i cui deficit tendono ad essere compensati nel tempo. Questo disturbo neurobiologico è causato da una conformazione cerebrale diversa in cui vi è l’assenza della fisiologica asimmetria del planum temporale (sx>dx) e vi sono anomalie corticali (ectopie neuronale e alterazioni della citoarchitettonica) nella regione temporale superiore e frontale inferiore sx.
Tutto questo provoca nella persona dislessica, molto spesso con un QI medio – alto, difficoltà nel tradurre il grafema in fonema e viceversa. A ciò si possono aggiungere altre problematiche legate all’elaborazione del dato uditivo e visivo oltre a deficit alla memoria a breve termine, alla memoria di lavoro, ridotta capacità di concentrazione, problemi di spazialità e orientamento, coordinazione fine e macro - coordinazione difficoltose, nonché problematiche agli organi fonetici.
La dislessia molto frequentemente è aggravata da problemi psicologici che spesso sfociano in atteggiamenti ribelli ed aggressivi, oppure in stati passivi e apatici o addirittura in problemi di depressione anche in tenera età.
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